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C'era una
volta una brava ragazza che amava gli animali e la vita alle porte
della città, il verde e soprattutto i suoi due cani. Li
amava a tal punto che quando cucciolarono non riuscì a
staccarsi da quei sette batuffoli e li tenne tutti con sé
Un giorno si innamorò e mise su famiglia. In quel preciso
istante la sua passione si trasformò in egoismo puro, abbandonò
i nove cani in un terreno e si trasferì in città
Che brava ragazza e che stupenda insegnante sarà per i
suoi figli!
Un' amica comune venuta a conoscenza della situazione cercò
e trovò casa ad ognuno, fu così che Elsa e Niam
entrarono a far parte del nostro branco.
Non ci fu bisogno di parole, carezze o smancerie varie, entrarono
nella nostra vita correndoci incontro, senza voltarsi a salutare
la persona che le aveva accompagnate. |
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Familiarizzarono subito con casa, e si integrarono armonicamente
con le vecchie signore Cristina e Trilli e il baldanzoso Apache.
Ci regalarono cinque anni della loro vita all'insegna dell'allegria
e dell'affetto. Amavano la libertà controllata. Correvano
spensierate in giardino e ci seguivano passo passo, dall'orto
alla falegnameria, dalla porta di casa alla macchina; ma non hanno
mai provato ad uscire dal cancello. Erano abituate così
o non volevano perdere il branco?
Per loro ogni cosa era motivo di gioia : mangiare, giocare con
l'acqua, essere spazzolate, dormire nel cuccione di legno o sul
lettino
sembrava che la loro ragione di vita fosse vivere
l'unione di una famiglia. Avevano un gran bisogno di contatto.
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Una cosa c'è rimasta particolarmente nel cuore, in ogni
momento cercavano di entrarti nell'anima con lo sguardo. Erano
sempre alla ricerca dei nostri occhi. Forse perché gli
occhi sono lo specchio dell'anima?
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