Dedicato a Balto

 

Il cane bianco è sempre stato il simbolo della bontà, se poi ci aggiungiamo una corporatura massiccia e potente, ne esce un animale che infonde sicurezza al solo guardarlo.

In effetti questa volta le credenze popolari non si discostano di molto dalla realtà.


Il guardiano delle greggi che siamo soliti vedere in aperta campagna, è di fatto un cane altamente equilibrato, consapevole dell’importanza del suo lavoro al fianco dell’uomo; questo fa si che il suo io sia forte nella mente e nel fisico.

E’ un lavoratore instancabile e silenzioso, il ruolo che riveste gli impone quella certa diffidenza che aumenta la facciata altera e un po’ inquietante della sua figura.
Abituato da sempre a lunghe camminate e a sbalzi meteorologici, il suo aspetto è quello dell’esemplare che vorresti sempre accanto per sentirti protetto e per bearti della bellezza che in lui è manifesta: alto, forte, candido e morbido.

Il Maremmano non ama troppe smancerie, carezzine e baci baci, a lui basta una pacca sulla spalla e uno sguardo d’intesa; per dirla in breve, è di poche parole e tiene alla sua privacy. Raramente si concede, e solo a pochi intimi; ma se decide di darti fiducia è per sempre.


Nel mio piccolo ho incontrato e diviso un breve periodo della mia vita, con quattro esemplari di questa razza più uno incrociato con un Pastore Tedesco: Teo, Papù, Han, Balto e Attila.
Teo: fu acquistato cucciolino da una ragazza; un amore di coppia, tutta tenerezze e sviolinature. A nulla è valso consigliarle di non comportarsi con il suo cagnolino in maniera così servizievole, poiché con il crescere Teo avrebbe potuto interpretare ciò come un atto di sudditanza. All’età di due anni Teo fu abbandonato in una pensione.
Papù: anche Papù è appartenuto ad una ragazza, ma al contrario della compagna di Teo, lei frequentò un corso di obbedienza con il suo cagnone durante il quale apprese le nozioni basilari sulla legge del branco, e se ne guardò bene dall’assumere certi atteggiamenti per non rischiare in futuro di avere spiacevoli complicazioni.
Han: fu portato nella scuola dove lavoravo nella speranza di trovare casa. Appena lo vidi, nonostante le ammonizioni dei ragazzi del centro, lo presi in braccio e fu amore a prima vista. Purtroppo Han aveva il vizietto di scavare buche profondissime, e al campo scuola cominciarono ad innervosirsi, così dovetti cercargli una sistemazione più adeguata. Devo riconoscere che forse è stato meglio : Han ha trovato una famiglia con villa, parco, tre femmine e un proprietario amante degli animali.

Balto: è il Balto trovatello dell’articolo “dedicato a…” e credo che rappresenti appieno la sua razza, con lui non mi è concesso molto di più di qualche carezza e un baciotto fugace.
Attila: di lui vi ho già parlato, non vorrei diventare noiosa, ma una cosa ancora concedetemela: quel suo essere mezzo Pastore Tedesco mi ha permesso di essere ogni tanto con lui la femmina baci baci.
Dedicato a tutti i batuffoli bianchi...