Qualcuno
potrebbe rispondere "perché sei matta!"
Probabilmente avrebbe ragione perché io di setter irlandesi
ne ho 4... destinati ad aumentare.
In casa nostra, a parte il primo cane, che era una pastorina
tedesca senza pedigree, se ne sono alternati diversi , tutti
da caccia, più o meno blasonati: un pointer con un pedigree
lungo da qui a lì, un simil-kurzhaar nano comprato su
una bancarella al mercato e portato a casa da papà nascosto
nella giacca (mamma veniva sempre messa davanti al fatto compiuto),
e poi l'incontro con LUI: IL SETTER IRLANDESE. |
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Un
collega di mio padre ( di lavoro e di battute di caccia),era
il proprietario di Penny, una bellissima femmina , affettuosa
e abilissima cacciatrice, adorabile fino al punto da far sfuggire
a mia madre : "Be', un cane come questo mi piacerebbe
proprio...". Non fece nemmeno in tempo a finire la frase
che mio padre si era già prenotato un setterino della
futura cucciolata! E fu così che arrivò Red
(evitate di fare commenti sulla fantasia nella scelta del
nome: ho scelto io sia il cucciolo che il nome!). Devo fare
una premessa: con tutti i cani che lo hanno preceduto, mia
madre aveva stabilito come regola che non avessero libero
accesso alla casa. |
| Red,
nel giro di tre giorni, ne aveva conquistato i centri vitali
e ci aveva addestrati a soddisfare ogni sua minima richiesta:
mamma lo adorava, a tal punto da comprare formaggio fresco
solo per lui vietandolo all'intera famiglia.
Su Red potrei
scrivere dei volumi, ma sono costretta a limitarmi. Posso
solo dire che è stato il cane che ha cambiatotutti
i nostri rapporti con la specie: affettuoso, bello, intelligente,
elegante nei movimenti, opportunista quanto basta e perfino
bravo a caccia! |
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Dopo
di lui, quando sono andata a vivere da sola, c'è stato
suo figlio Lancelot (coi nomi sono andata migliorando), il
primo cane solamente mio. Nato il giorno del mio compleanno,
si è rivelato completamente diverso dal padre: bruttino
(non agli occhi miei, ma si sa: ogni scarrafone....), non
particolarmente intelligente, una schiappa totale a caccia
(papà ci ha provato ma poi ha dovuto rinunciare), propenso
a prendersi qualsiasi parassita circolante nel raggio di 100
km, ma capace di riversare sui suoi bipedi (nel frattempo
avevo incontrato Marco) un affetto ed una dedizione totali. |
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Quando
Lancelot aveva 6 anni è arrivato Messner, un batuffolo
di peluche nero con una macchia bianca sul petto e il numero
47 di zampa, che è cresciuto fino a diventare una specie
di mostro di 40 kg, con uno spiccato carattere ed una certa
tendenza dominante. Nel frattempo, i miei genitori trasferitisi
in campagna, avevano gettato le basi per l'invasione dei cani
rossi che avrebbero infestato i campi di agility del centro
Italia: Red II (io lo volevo chiamare Aran, ma papà
non concepiva più un altro nome) e Scarlet (adesso
coi nomi andavo alla grande!). Da loro sono nati Alya (Alya
Serpentis) e Pisolo (Aldebaran Tauri) - detto anche "un
nome, un programma!". |
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Da
Alya e da Dylan (Chic Choix Decamerone) dell'Allevamento dell'Arrone
ho avuto Bonnie(Bonarda), che già al suo esordio in
esposizione si è guadagnata il primo eccellente, ed
ora sta per debuttare in Agility.
Anche mio marito, nonostante la presenza di Messner, è
stato coinvolto e travolto da questa passione insana per i
rossi più belli del mondo.
Per le caratteristiche "ufficiali" della razza,
andatevi a leggere lo standard, sono altre le informazioni
che voglio trasmettere a chi legge. |
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Li
sconsiglio a chi cerca un cane da guardia o da difesa personale:
il setter irlandese è fermamente convinto che l'uomo
sia stato creato a suo uso e consumo con il solo scopo di
coccolarlo. Più di una volta sono intervenuta per salvare
un perfetto sconosciuto dall'abbraccio bavoso del cane che
portavo al guinzaglio, scatenato dall'uso incauto delle parole
"che bel cane!"
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Lavorare con un setter irlandese è indubbiamente faticoso:
sono testardi e, a modo loro, indipendenti e sensibili. Per
insegnargli qualcosa occorrono pazienza, volontà e
almeno altrettanta testardaggine quanta ne possiede lui. Da
non dimenticare che sono cani da caccia, abituati a fare la
cerca alla selvaggina, non a stare appiccicati al piede di
un conduttore o a correre appresso a una pallina! A volte
una lucertola sul prato o una farfalla che vola, possono vanificare
un'intera sessione di addestramento. Come resistere al richiamo
di qualcosa di vivo che ti gironzola attorno, o a una traccia
che sa di selvatico portata dal vento?
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Una
volta rotta la loro resistenza, conquistata la loro attenzione,
si ha la consapevolezza di avere fatto qualcosa di veramente
unico.In agility
sono estrosi e tendono a inventarsi varianti insospettabili
sul percorso approfittando della frazione di secondo che occorre
al conduttore per tirare il fiato fra un comando ed il successivo
e, come dice il mio istruttore, "mai dare a un setter
il tempo di pensare!".
Ma se si
riesce a rimanere in apnea e lucidi fino in fondo al percorso,
si può godere della soddisfazione di aver concluso
un percorso netto con un setter irlandese! |
Dedicato a Red, Lance e papà.
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